Abruzzo in bikepacking: Trail dei Parchi 2022, esperienza unica

Trail dei Parchi MTB 2022 (gravel): il percorso

Dove

Abruzzo
+

Distanza

250 km

Partenza

Rocca di Mezzo

Dislivello

5200 m D+

Arrivo

Rocca di Mezzo

Terreno

35% asfalto
65% sterrato

Tempo di percorrenza

3 giorni

Sito web

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Come scoprire l’Abruzzo in bikepacking: il Trail dei Parchi

Arrivo con qualche anno di ritardo, come per la serie di video YouTube dedicata a questa avventura pazzesca, ma se vogliamo trovare una scusa… è forse perché in qualche modo anche inconsciamente ho voluto lasciar decantare come un buon vino tutte le emozioni vissute in Abruzzo in bikepacking sul Trail dei Parchi, qualche anno fa. Inizio col dirti che anche in questo 2024 si terrà l’evento, io parteciperò con grande entusiasmo e l’appuntamento è a Rocca di Mezzo il 18 Maggio. Per info e iscrizioni, clicca qui sul pulsantone o visita il loro sito.

Trail dei Parchi. Ok, ma cos’è?

Si tratta di una delle tante unsupported bikepacking adventure, e cioè avventura in bikepacking senza alcun tipo di supporto logistico, e quindi sei tu – a data e ora di partenza fissate dagli organizzatori – a decidere tempistiche, ritmo e pause (se ne vuoi fare). Ovviamente non sono gare e non ci sono né vincitori né vinti! Se vuoi sapere qualche info in più su questo tipo di manifestazioni e vuoi qualche consiglio dal sottoscritto, ecco a te un articolo dedicato.

Ho deciso di cimentarmi nel Trail dei Parchi in Abruzzo invitato dall’amico Roberto, presidente di Parent Project APS, associazione di pazienti e genitori con figli affetti da distrofia muscolare di Duchenne e Becker, impegnata dal 1996 nella lotta a queste due patologie degenerative rare.

Il Trail dei Parchi, quindi, oltre a essere un’avventura bikepacking in Abruzzo, è un evento solidale per sostenere e supportare i progetti di Parent Project APS.

Ma veniamo alla location, alla traccia, alle emozioni vissute in viaggio durante questa tosta e affascinante avventura abruzzese. I veri protagonisti dell’evento però sono i luoghi che danno il nome al Trail, e cioè il Parco Regionale Sirente Velino, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e il Parco Nazionale della Majella.

I percorsi del Trail dei Parchi in Abruzzo

Partecipare al Trail dei Parchi significa scegliere uno dei tre percorsi:

  • Lungo: 230km e 4800m di dislivello
  • Medio: 175km e 3800m di dislivello
  • Corto: 135km e 3200m di dislivello

Per l’edizione 2024 del Trail dei Parchi la partenza è alle 8:00 del 18 Maggio da Rocca di Mezzo. Vuoi maggiori info? Vuoi iscriverti?

Ti racconto la mia avventura in bikepacking in Abruzzo sul Trail dei Parchi 2022

L’aria è fresca, del resto siamo a 1300 metri di quota. In piazza a Rocca di Mezzo, paese simbolo dell’Altopiano delle Rocche, in provincia de L’Aquila, i preparativi per la partenza si susseguono: i partecipanti al trail stringono cinghie, si studiano a vicenda i mezzi, fissano con le fascette il “pettorale” alla propria bici. Poi si parte, a scaglioni, quando ci si sente pronti.

Iniziano così 240 chilometri di sentieri, ampie strade sterrate e passaggi all’interno di borghi unici, picchiate fantasmagoriche e rampe molto impegnative. Il percorso lungo prende il via esplorando le zone del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga, in particolare gli splendidi borghi di San Demetrio ne’ Vestini, e poi Santo Stefano di Sessanio e Rocca Calascio, raggiunti attraverso la spettacolare Via Piana, dove una lacrimuccia esce sempre con grande facilità.

Dopo una quantità incontabile di chilometri di discesa, si continua percorrendo la bellissima valle del Tirino fino a Bussi, dove mi concedo una notte all’Agricampeggio alle porte del paese, costeggiando il torrente Tirino con le sue splendide sfumature di verde.

Il giorno successivo, recuperate le forze con una ristorante notte di sonno in tenda, comincia un lungo tratto pianeggiante che attraversa prima il centro storico di Popoli e poi quello di Sulmona, passando sotto l’acquedotto romano di Piazza Garibaldi, senza scordare la sosta gelato inclusa nel pacco gara.

Siamo vicini al Parco Nazionale della Majella, che ci accompagna lungo la traversata della strada Napoleonica che collega il borgo di Pettorano sul Gizio a quello di Rocca Pia. Qui sento la fatica vera, anche perché il caldo ha iniziato a lavorare sulla mia resistenza. In alcuni momenti sembra di essere sospesi nel tempo, dove la presenza della natura è ancora predominante.

Dopo lo sforzo della salita per e dopo Rocca Pia, la bicicletta continua a viaggiare per arrivare alla splendida area della Montagna Spaccata, ottimo punto dove sostare e raccogliere le energie per la lunga salita degli Stazzi. In questa fase del percorso si alternano tratti nel fitto bosco ad ampie visuali su tutte le catene montuose circostanti. Dopo una serie di curve in discesa, anche piuttosto scoscesa e sconnessa, lo sguardo si apre sullo splendido Lago di Scanno: con la sua caratteristica forma a cuore, sembra un gioiello incastonato tra le montagne.

Dopo una sosta cena insieme a due partecipanti con i quali non ci facciamo mancare una buona birra e delle indimenticabili tagliatelle ai funghi, e dopo la notte in tenda a bordo lago, inizia un tratto di una spettacolarità unica: le Gole del Sagittario. La strada scende fino ad Anversa degli Abruzzi tra veloci curve, gallerie ed eremi antichi come quello di San Domenico. Ad Anversa ritrovo con piacere Simona, la Rossa a pedali, che mi accompagna pazientemente per un tratto di sterrate e salite fino a Goriano Sicoli, chiacchierando con grande piacere del suo Abruzzo e dei suoi viaggi.

Ancora qualche saliscendi per giungere ai piedi del Monte Sirente, simbolo del Parco Regionale del Sirente Velino; la strada riprende a salire e salire senza sosta fino ad arrivare ai Prati del Sirente, una conca carsica di 3 chilometri situata al di sotto di ampie faggete che fanno da base alla montagna.

Alla fine si contano 11 chilometri di salita, che ammetto di aver sofferto non poco. In ogni caso un tracciato spettacolare, emozionante, che rimane negli occhi e nel cuore di chi lo percorre. Chiudo simbolicamente il Trail con Roberto che pazientemente mi aspetta per la birra del finisher. Che avventura in bikepacking in Abruzzo pazzesca!

Trail dei Parchi: ecco la mia bici e il mio setup bikepacking

La mia avventura in Abruzzo col Trail dei Parchi mi ha visto effettuare un cambio gomme e per la prima volta ho sperimentato dei copertoni osannati da molti viaggiatori off road, e dopo le Schwalbe Thunder Burt ho optato per delle resistenti e performanti Vittoria Mezcal da 29″ x 2,25″. Queste gomme si sono rivelate ottimali per affrontare terreni asciutti e sconnessi come i tratturi e le ippovie abruzzesi, anche se a volte ho dovuto desistere e spingere per presenza di ghiaia che non permetteva di proseguire in sella. Pochissimi i tratti bagnati o fangosi, numerosi boschi con fondo di fogliame e rami, abilmente mangiati dalle ruote, capaci di grip senza precedenti. Tanto che da quel trail sono diventati i miei copertoni preferiti, che vesto ancora oggi sia per le avventure alle Canarie che per altri Trail dove c’è bisogno di non scivolare e col tubeless permettersi di tenere pressioni anche minime.

L’assetto per affrontare il trail è stato senza ombra di dubbio il bikepacking, per poter sfidare in scioltezza (o quasi) tutte le lunghe e toste salite. E quindi una borsa sottosella, una borsa telaio e una borsa manubrio tutte della linea Adventure di GIVI-Bike, un Butterfly di VAP Cycling per sostenere la luce Gaciron, il GPS Wahoo Elemnt Bolt V2 e una prima borraccia, due Anything Cage alla forcella con borse stagne (una per la tenda e una seconda per materassino e alcuni capi di abbigliamento), due borse cockpit (Alpkit e Acepak) e una top-tube scassatissima che non ti consiglio affatto (Craft Cadence).

Si trattava in assoluto di uno dei primi test dell’attrezzatura da bikepacking di GIVI-Bike, poiché all’epoca iniziava la mia collaborazione e il mio ruolo di tester e ambassador dell’ormai noto brand bresciano. Il feedback è più che positivo, nonostante le numerose asperità del terreno e dei sentieri affrontati. Capienza e impermeabilità completano il kit che stupisce per la presenza di alcuni dettagli super apprezzati come l’elastico sopra la sottosella per fissare abbigliamento al volo, oppure le sezioni riflettenti per essere visibili sempre anche di notte, oppure ancora le cinghie doppie sulla borsa manubrio, alle quali è possibile assicurare un materassino o la paleria della tenda, o un’ulteriore borsa manubrio supplementare nel caso in cui una non ti basti.

Se ti interessa approfondire questo setup, guarda qui sotto il video dedicato alle borse bikepacking di GIVI-Bike, oppure leggi la mia recensione delle nuovissime borse bikepacking Adventure.

Trattandosi di un trail di maggio, l‘abbigliamento scelto non comprendeva particolari accorgimenti per combattere il freddo, anche se l’escursione termica specialmente la sera si percepiva. Oltre alla giacca antivento per le discese e una manica lunga per la sera, tutti i capi erano i classici estivi da ciclismo, perché comunque di giorno il caldo si faceva sentire. Per quanto riguarda i pernottamenti, a parte quello prima della partenza e alla sera dell’arrivo, dove ho davvero apprezzato e gradito l’ospitalità di Roberto, ho scelto di affrontare questo trail nella maniera più genuina possibile, optando per la tenda e il campeggio wild quando possibile, e quindi una prima notte all’Agricampeggio di Bussi sul Tirino e la seconda in uno spiazzo di Scanno, non lontano dal lago.

Se hai delle domande sul trail, sia quello passato che quello che verrà, fammele pure nei commenti di questo articolo e… ci vediamo a Rocca di Mezzo al Trail dei Parchi?

Vuoi vedere il video-racconto dedicato al Trail dei Parchi?

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