Ri(nasce) il podcast di Cyclo Ergo Sum, la seconda stagione

Il Podcast di Cyclo Ergo Sum | Stagione 2 cover

Scritto da fra.cycloergosum

Cantastorie, storyteller, bikepacker e viaggiatore incallito. Folle ideatore del motto "Cyclo Ergo Sum" (pedalo quindi sono), frullatore impazzito in salita, sussurra spesso ai Mucchinyyy incitandoli a gettare al cielo Sulemanyyy.

1 Novembre 2023

Il podcast di Cyclo Ergo Sum arriva alla sua seconda stagione

Da buon appassionato di tecnologia, di audio e video, nel tempo ho accumulato un po’ di attrezzatura. Un paio di microfoni, una scheda audio, delle cuffie semi-buone, una collezione sbalorditiva di cavi e cavetti, un po’ di software e un PC. Con l’idea che prima o poi avrei fatto uno studio, o quantomeno qualcosa di simile, dove invitare ospiti e registrare il mio podcast, uno show.

Tema? Da definire.
Ospiti? Da definire.
Durata e diffusione? Da definire.

Che avesse i testi ben scritti, le musichette e i jingle accattivanti, la versione video e un sacco di ascoltatori.
Così, tra il pensare e il riflettere, mi stavo perdendo in un bicchier d’acqua a sognare qualcosa che non sarebbe mai arrivato.

Allora, per gioco e per vedere se mai si sarebbe potuto fare qualcosa di simile, alla vigilia di un “lungo” viaggio in bici, mi misi davanti al PC con tutta la tecnologia necessaria, e registrai i miei primi 10 minuti del podcast di Cyclo Ergo Sum. Da solo, balbettante, ad arrabattarmi e mettere in fila qualche parola, senza ospiti né idee, ma solo a parlare, a raccontare cose.
Fu abbastanza naturale, l’atto mi piacque assai, ma tecnicamente fu un flop totale: l’audio usciva in mono, si sentiva male, da una sola parte. Però era stato divertente, era stato più facile farlo che ragionarci su, a far congetture su cosa poi avrebbero pensato gli altri, a come sarebbe venuto, a come avrei dovuto mettere il microfono o montare la puntata. La caricai su Anchor, con grande facilitò, gratuitamente, diffondendolo poi su ogni piattaforma di streaming audio.

Certo, se anziché registrare con tutto quel popò di tecnologia avessi usato lo strumento più facile che tutti abbiamo con sé, e se anziché star fermo in cameretta avessi registrato all’aperto, in viaggio, senza copioni ma facendomi ispirare dalla giornata, che racconto pazzesco sarebbe saltato fuori?
Così, proprio alle porte di quel viaggio per l’Italia, nacque l’idea di fare il podcast di Cyclo Ergo Sum, registrato e montato con lo smartphone, rinunciando alla tecnica e prediligendo la spontaneità e l’improvvisazione del viaggio. Ogni sera, a fine puntata, avrei fatto un riassunto della giornata e condiviso con chi avrebbe voluto ascoltare qualche idea o riflessione.
Un monologo da cicloviaggio.

Io mi divertii un casino, durante tutta la prima stagione. Pedalando venivano fuori idee, saltavano alla mente delle riflessioni che da fermo non sarei mai riuscito a partorire, mi sentivo vivo e avevo una voglia matta di trasmettere quell’energia, quella centrifuga di pensieri che era il viaggio, e la vita vissuta in viaggio.

Poi iniziò a essere ascoltato, dagli amici più stretti prima, dai conoscenti poi, da totali sconosciuti infine. Non numeri, sia chiaro, perché non era quello l’obiettivo.
Però persone. Reali. Che con quel prodotto nato per gioco e condotto per scherzo ci passavano dieci minuti diversi, mentre si faceva altro – guidare, stirare, passeggiare, lavorare, fare sport – e poi magari quelle riflessioni, quelle idee, quelle domande viaggiavano allo stesso modo in cui chi le aveva buffamente partorite ed esposte, con loro. E magari stimolavano, facevano incazzare, riflettere, o sorridere.

Tra chi lo ascoltò ci fu anche il team di GIVI-Bike, brand che già mi accompagnava nelle mie avventure in bici con le sue borse, i suoi materiali, il suo sostegno. Ci credette tanto, in quel podcast. Tanto da rivederci al rientro dal viaggio e suggerirmi di andare avanti, di portare avanti il progetto del podcast di Cyclo Ergo Sum. Che l’avrebbero supportato loro.
Ti immagini la mia reazione?

Ed eccoci qui, oggi, dopo aver trasformato uno scherzo in un prodotto che alla forma preferisce di gran lunga un contenuto di qualità, un “consumabile” per diffondere idee e riflessioni, chiacchierate, passione per la bici e per l’avventure, per il viaggio in tutte le sue sfaccettature.

Tecnicamente, per scelta, siamo come agli albori.
Uno smartphone come strumento di registrazione: grezzo, distrurbato, ventoso, originale.
Tutto attorno i suoni della natura, il vociare di cammini, spiagge, trail.
Quindi niente trucchi né inganni, solo tanto vero chiacchierare.
E qui viene la novità: non più solo ma con persone stupende.

E quindi eccoci alla seconda – tanto attesa – stagione del podcast di Cyclo Ergo Sum.

Non più un singolo che racconta cose, ogni sera, una decina di minuti conclusa la tappa di giornata, bensì delle piacevolissime chiacchierate condotte o moderate dal sottoscritto e soprattutto con un ventaglio di ospiti speciali, amici e conoscenti, colleghi/e di viaggi e avventure in bici, a raccontarsi di viaggi, pensieri, aneddoti, buffi racconti o momenti di vita che si fissano per sempre, e che diventano alla portata di tutti, ovunque.

E poi come non ricordare l’idea della sigla e del sottofondo musicale, a chiudere e continuare a percorrere un cerchio aperto al BAM! qualche anno fa, quando uno dei numerosi pazzi furiosi a fianco della mia tenda si mise a suonare un’armonica? Era Franco, cicloviaggiatore a sua volta, artista e anche ospite di una delle puntate del podcast di Cyclo Ergo Sum. Come a quel BAM! mi ha spontaneamente regalato un pezzo del suo talento, per avere qualcosa di speciale all’inizio di ogni puntata, con voce e musica.

Gli ospiti sono tanti e variegati.
Avrai modo di conoscere tutti/e, in ogni puntata. Eccoli.

  • Loris e Simone aka i Fagiani.
  • Rita e Gigi, aka Volpe e Furpe, super viaggiatori poetici.
  • Iole e Robertino, forze della natura.
  • Simona aka Una rossa a pedali, sognatrice a pedali.
  • Franco, bluesman e Gravelness creator.
  • Francesco aka Pedalandoliberi, esploratore di livello.
  • Elia, avventuroso sognatore.
  • La Bikefeverfamily, un faro d’ispirazione.
  • Guido Ongaro, aka Babbo Natale del gravel e protoviaggiatore.
  • Girovaganzo, l’uomo dall’energia inasportabile.
  • Alessio, grande Amico e ispiratore di tutto ciò.

A me non resta che invitarti a goderti le puntate del podcast di Cyclo Ergo Sum supportato da GIVI-Bike, che trovi su ogni piattaforma streaming, augurarti buon ascolto e chiederti di farmi sapere cosa ne pensi sia direttamente scrivendomi sui miei canali social ma anche diffondendo questo progetto nato per gioco e ora vivo per scelta condivisa.

Ascoltatori e ascoltatrici, cicloviaggiatori e cicloviaggiatrici, buon ascolto!

Link al podcast di Cyclo Ergo Sum (su Spotify)

Dal 1 novembre 2023 alle 17.00 e ogni mercoledì alla stessa ora per le prossime 10 settimane uscirà una puntata del podcast di Cyclo Ergo Sum.

Se leggi questo articolo/post dopo il 10 gennaio, trovi tutte le puntate online su (quasi) tutte le piattaforme di streaming cercando “Cyclo Ergo Sum” tra i podcast.

Restiamo in contatto!

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2 Commenti

  1. Giampietro Vezzani

    Bello!
    Io avrei scritto “(Ri)Nasce”…

    Rispondi
    • fra.cycloergosum

      Perché dici che è nato ufficialmente con questa seconda stagione? Grazie per esserci, anche nei commenti!

      Rispondi

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