Vuoi vivere anche tu un’esperienza di gruppo a Fuerteventura in bici?
Allora Fuerteventura Wild Ride fa per te: un viaggio di 10 giorni, con due guide, tanti momenti formativi e una full immersion nel bikepacking, nel viaggio in bici e sulla splendida isola di Fuerteventura, in bici!
Nuovo viaggio, nuovo setup bikepacking da trail?
QUASI. Squadra che vince non si cambia. E alla fine sì, mi sono ritrovato a confermare il mio setup bikepacking per i trail anche per un più lungo viaggio avventuroso.
Sfruttando l’arsenale di prodotti di casa GIVI-Bike e altri brand che uso, ho apportato alcuni cambiamenti al mio setup bikepacking, e vorrei raccontarteli in dettaglio, con i prodotti scelti, le novità nelle borse bikepacking e il loro contenuto.
E allora lanciamoci in questa analisi, considerando prima di tutto la tipologia di viaggio, per poi passare a quali borse ho portato, il loro contenuto e come questo era distribuito nelle borse bikepacking.
Parlandoti di questo viaggio e di questa destinazione, cercherò di fartene innamorare. Con Elia stiamo raccogliendo le adesioni per il Fuerteventura Wild Ride, un’avventura di 10 giorni sull’isola più selvaggia delle Canarie. Scopri di più a questo link.
10 giorni di viaggio a Fuerteventura
Il viaggio di cui voglio raccontarti è il più recente scouting fatto con Elia, per vivere e verificare la traccia studiata mettendo insieme le relative esperienze precedenti sull’isola di Fuerteventura. Per scoprirla interamente e visitarne le migliori strade gravel da inserire nel viaggio guidato che poi abbiamo chiamato Fuerteventura Wild Ride, abbiamo optato per le nostre bici Salsa Fargo e Bombtrack Beyond ADV, vestite di ruote belle grasse e pronte a sfidare gli sterrati. L’idea di base prevedeva tenda, materassino e sacco a pelo per delle splendide notti wild sotto il cielo stellato, abbigliamento sia tecnico da bici che per l’off-bike, e infine un po’ di materiale per affrontare eventuale vento, pioggia e freddo (viste le precedenti esperienze di mattine e notti fresche).
Il viaggio è durato 10 giorni pedalati, tra Lanzarote (da dove siamo partiti) e Fuerteventura, isola che avremmo girato seguendo un senso antiorario, con la maggiorparte di fuoristrada, con terreni misti e specialmente sterrati impegnativi e gravel. Un po’ di spazio era richiesto per cibo di scorta specialmente per i tratti non coperti da alimentari e villaggi per il rifornimento.
Il campeggio libero a Fuerteventura non è formalmente permesso, ma è generalmente tollerato se si rimane in luoghi appartati e non si lasciano tracce, soprattutto per brevi periodi. Si può pernottare senza tende in zone riparate dal vento, come usando i “corralitos” (muretti di pietre). Per un approccio legale, si può richiedere un permesso per le aree pubbliche designate tramite il Cabildo de Fuerteventura.
Seguendo la condivisa regola del “leave no trace”, abbiamo quindi bivaccato d’emergenza per alcune notti, alternando questa tipologia a normali notti in B&B o appartamento, per lavare noi stessi e il nostro equipaggiamento, concedendoci qualche comodità ogni tanto.
Se vuoi scoprire le migliori strade gravel di Fuerteventura che abbiamo pedalato, leggi questo articolo, mentre se vuoi viverle davvero unisciti a noi con il Fuerteventura Wild Ride di Ottobre 2025 (le successive date sono allo stesso link).
Ecco le borse del setup bikepacking di Fuerteventura
Come per l’articolo sul mio setup bikepacking per i trail e gli eventi gravel, ecco il riassunto di come era composto il mio setup bikepacking per il viaggio scouting a Fuerteventura:
- Una borsa sottosella GIVI-Bike Hump
- Una borsa telaio full frame custom by Kicking Donkey
- Una borsa manubrio GIVI-Bike Climb
- Una borsa toptube GIVI-Bike Picker
- Due borse portaoggetti cockpit (o stem-bag) GIVI-Bike Refuel
- Il sistema VAP Cycling Butterfly
- Due borse forcella e loro supporto GIVI-Bike Carrier
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Per scoprire cosa porto all’interno delle singole borse che compongono il mio setup bikepacking da viaggio avventuroso, continua a leggere.
Zona Sottosella
Iniziamo dalla borsa più capiente, fondamentale per un viaggio avventuroso come quello a Fuerteventura. Per la zona sottosella confermo la scelta della Borsa Hump R di GIVI-Bike della Linea Adventure, con una capacità massima di 15 litri. Questa versione migliorata del primo prototipo che ho testato si aggancia saldamente al canotto della sella grazie a lunghe cinghie velcro e a due cinghie a clip al carrello, si chiude a roll e presenta una parte inferiore rigida che evita piegature scomode durante il viaggio, un problema comune in molti bagagli bikepacking. Inoltre, dispone di un robusto elastico superiore utile per fissare abbigliamento o ciabatte, e della pratica Air Valve Technology, che permette di espellere facilmente l’aria in eccesso per comprimere il carico.
All’interno di questa spaziosa borsa porto tutto il necessario per un’avventura su più giorni: abbigliamento per la bici (supponendo di indossare il primo set di abiti durante il viaggio), abbigliamento completo tra cui magliette, fondello, pantaloni lunghi e corti, intimo, calze, asciugamano, abiti tecnici e di cotone, giacca antipioggia e copriscarpe, gilet antivento, felpa e beauty case. Organizzo tutto in pratici sacchettini impermeabili, che consentono una perfetta suddivisione per tipo e funzione, facilitando l’accesso rapido e riducendo i tempi in ogni momento della giornata.
Grazie all’elastico superiore posso aggiungere in modo comodo una giacca antivento, scarpe da viaggio, o un k-way senza dover rivoluzionare il contenuto della borsa. Prima dell’introduzione delle borse da forcella Carrier, questa era l’unica borsa di tutto il mio setup bikepacking GIVI-Bike che smontavo ogni sera per comodità; oggi però può restare montata, permettendomi di estrarre solo l’essenziale una volta arrivato a destinazione, specialmente quando fa così caldo e il cambio da usare è poco.
PRO TIP: Quando la chiudi, arrotola almeno un paio di giri la cima della borsa in modo che non si svuoti, poi sbattila (delicatamente) un paio di volte a terra, in modo da “assestarne” il contenuto e poter fare magari un terzo giro di chiusura roll, prima di agganciare le cinghie e tirarle facendo uscire l’aria in eccesso. Tira bene anche le cinghie una volta fissata alla sella, per averla sempre bella dritta e stabile! Rircordati, meno “molloni”, più “Siffredoni”.
Zona Telaio
Passando alla zona telaio, per un’avventura su sterrato come quella a Fuerteventura, abbandono la più compatta Hill di GIVI-Bike, ideale per escursioni leggere, a favore di una borsa full-frame personalizzata di Kicking Donkey. Sebbene non sia impermeabile, questa borsa si distingue per la tripla tasca, le numerose cinghie velcro che assicurano grande stabilità e la sua robustezza complessiva, perfetta per gestire carichi più consistenti in un viaggio.
Nella tasca principale ripongo l’occorrente per le emergenze: kit di riparazione, pompa, camera d’aria di scorta, power bank, picchetti e paleria della tenda, alcune barrette energetiche SoFood, oltre a drone con batterie e caricatore. In una seconda tasca più piccola tengo salviette, portafoglio, cavi di ricarica e documentazione utile come mappe o appunti del percorso.
Questa borsa è progettata per consentire un accesso rapido, facilitando di solito il deposito o il prelievo di oggetti anche durante la pedalata, sebbene personalmente la utilizzi soprattutto per cose che prendo solo una volta arrivato a destinazione. A causa della sua ingombro, rinuncio a utilizzare i classici portaborraccia sul telaio, spostando le borracce in aree più strategiche come il cockpit e sotto il tubo obliquo, come mostrano le foto del setup.
Zona Manubrio
Nella zona manubrio utilizzo la borsa Climb di GIVI-Bike, Linea Adventure, capace da 9 a 14 litri, la mia preferita per il bikepacking avventuroso. Qui porto il sacco a pelo Naturehike da 5° e la giacca antipioggia Biotex, entrambi compressi con facilità nella borsa. Dotata di Air Valve Technology, si aggancia con due velcri al manubrio e una cinghia alla serie sterzo, adattandosi bene sia a manubri flat sia a modelli più particolari come il Woodchipper di Salsa o l’altro manubrio della Salsa Vaya.
La chiusura a doppio roll permette di accedere al suo contenuto da entrambi i lati, evitando di smontarla una volta arrivati. Le due cinghie anteriori permettono di fissare oggetti esterni come la paleria della tenda, il “mio cavalletto” BIRI o il materassino Naturehike contenuto in una sacchetta impermeabile per mantenerlo asciutto. Questa borsa rappresenta il fulcro della comodità e funzionalità del mio setup per viaggi su sterrato di più giorni.
Per l’occasione, come vedi nella foto sotto, per il viaggio in bici a Fuerteventura ho portato la paleria della tenda e il mitico sgabellino da bikepacking che ha sorretto il mio posteriore durante alcune cene.
Zona Cockpit
La plancia di comando della bici, o cockpit, rappresenta un’area chiave per organizzare gli accessori fondamentali di un viaggio avventuroso come quello a Fuerteventura. Nel mio setup preferisco equipaggiarla con la borsa toptube GIVI-Bike Picker, parte della linea “light” delle borse bikepacking GIVI-Bike, che pur avendo una capacità contenuta si rivela estremamente funzionale. Facile e veloce da aprire e chiudere, impermeabile e con un design curato, al suo interno conservo i cavi di ricarica (USB-C, USB-A, iPhone), oltre a multitool, coltellino e multitool Leatherman e portafogli, tutto a portata di mano durante il viaggio.
Accanto a questa, utilizzo due borse portaoggetti agganciate al manubrio, le recenti Refuel di GIVI-Bike, testate durante molti trail e i viaggi alle Canarie e divenute rapidamente indispensabili. Sono rigide, capienti, waterproof e estremamente stabili, tanto da sfidare la storica Hill per la corona delle borse da manubrio. Si fissano in tre punti strategici — pipa, manubrio e forcella — e si chiudono comodamente con un elastico. Un dettaglio che le rende uniche è il foro di drenaggio per far uscire eventuale acqua piovana, protetto da un tessuto speciale che consente il deflusso ma impedisce l’ingresso dall’esterno, anche in condizioni di terreno bagnato.
Nella borsa sinistra ripongo il cibo, mentre in quella destra sistemati i powerbank, elementi imprescindibili per mantenere carichi smartphone, GPS e fotocamere, fondamentali per documentare e navigare durante l’avventura. Entrambe sono facili da agganciare, rapide da aprire e molto versatili nelle diverse situazioni.
Completano il cockpit i miei accessori essenziali: il sistema Butterfly di VAP Cycling, che utilizzo per montare un portaborraccia con borraccia (mentre la seconda borraccia è posizionata nel tubo obliquo), il GPS Wahoo Element Bolt V2, la potente luce Olight RN 1500 e il campanello, tutti elementi che garantiscono sicurezza e funzionalità durante il viaggio avventuroso su sterrato a Fuerte.
Zona Forcella
A chiudere la panoramica del mio setup bikepacking per viaggi avventurosi arriva un’altra novità di GIVI-Bike, già testata con successo nello scorso viaggio sulle difficili piste vulcaniche di Lanzarote e La Graciosa, e ora confermata eccellente per esplorazioni su sterrato come quella a Fuerteventura. La forcella in carbonio della mia amata Salsa Fargo (e della Salsa Vaya) ospita due borse Carrier nella versione “evoluta” da 5,5 litri, più capienti rispetto ai modelli originali da 3 litri della linea “light”. Queste borse waterproof IPX5, realizzate in nylon ripstop PU al 100%, presentano una chiusura roll-top, dettagli riflettenti ADV laterali per maggiore visibilità, e una praticissima cinghia regolabile color sabbia/oro con clip.
Il sistema non è solo la borsa, ma una struttura rigida alla quale si aggancia e sgancia rapidamente. Grazie a gommini protettivi, la struttura si fissa saldamente alla forcella con cinghie elastiche nel caso della Salsa Fargo, o con viti se la forcella dispone di fori filettati come sulla Salsa Vaya, con tutto l’occorrente incluso. Il montaggio è intuitivo e veloce, e il risultato è riconoscibile a prima vista: le borse restano stabili anche sui terreni più accidentati. Per rimuoverle basta premere un pulsante di rilascio, mentre per fissarle è sufficiente agganciarle ai ganci della struttura con una sola mano, sentendo il “click” di sicurezza.
Nel loro interno, per un viaggio su sterrato, ripongo i due teli della tenda in una borsa, mentre nell’altra metto vari oggetti essenziali come una piccola spazzola, scorte di cibo, il materassino (se non voglio trasportarlo esternamente al manubrio) e, se necessario, un fornelletto. Questo sistema consente di distribuire il carico in modo equilibrato sulla forcella, mantenendo le borse leggere ma capienti, un equilibrio perfetto per lunghe avventure. Eleganti e funzionali, rappresentano senza dubbio un elemento di pregio nel mio equipaggiamento.
Conclusioni sul mio setup bikepacking
Tengo a precisare nuovamente che il mio sistema non vuole essere una linea guida o un’imposizione, bensì una delle centinaia o migliaia di soluzioni per il trasporto dell’attrezzatura in bici. Come già detto, ognuno fa le proprie scelte e si crea il proprio setup bikepacking, diverso per ogni attività, uscita, trail, viaggio, e per ciascuno di noi.
Fammi sapere sui social o qui nei commenti come affronti tu i viaggi avventurosi come quello a Fuerteventura, se adotti qualche soluzione simile o se hai dei consigli da darmi per modificare il mio assetto.
Puoi anche vedere il video del viaggio a Fuerteventura, in fondo alla pagina.
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