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Lanzarote Gravel Crossing: da Sud all’aeroporto

Lanzarote Gravel Crossing: da sud all'aeroporto

Scritto da fra.cycloergosum

Cantastorie, storyteller, bikepacker e viaggiatore incallito. Folle ideatore del motto "Cyclo Ergo Sum" (pedalo quindi sono), frullatore impazzito in salita, sussurra spesso ai Mucchinyyy incitandoli a gettare al cielo Sulemanyyy.

13 Gennaio 2026

Contenuto dell'articolo:
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3

Lanzarote Gravel Crossing: esplorazione gravel di Lanzarote da Sud all’aeroporto

Dove

Lanzarote

+

Distanza

100 km

Partenza

Playa Blanca

Dislivello

1600 m D+

Arrivo

Playa Honda, Aeroporto di Lanzarote

Terreno

40% sterrato

60% asfaltato

Tempo di percorrenza

1-2 giorni

Sito web

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Ripartenza da Playa Blanca per l’ultimo tratto di Lanzarote in bici!

Continua il racconto del primo viaggio che fu Lanzarote Bikepacking del 2022. Dopo un primo giorno di pedalate verso nord, una giornata dedicata all’esplorazione dell’isola de La Graciosa, una traversata da Nord a Sud, ora percorriamo l’ultimo tratto di gravel a Lanzarote.

Con questo articolo voglio condurti sulle migliori strade dell’isola, che ho anche raccolto in una Raccolta komoot e che ti presento in un articolo apposito.

Il mio viaggio in bici a Lanzarote e La Graciosa del 2022 ha ispirato il fantasmagorico Lanzarote Bikepacking Experience, un’esperienza di gruppo che organizzo insieme a Elia Sacchelli per portare un gruppo di 4-12 persone alla scoperta dell’isola, in bici e con qualche comfort in più di me e Alessio. Se ti interessa, visita la pagina dedicata.

Lanzarote Bikepacking Experience | Ajaces

Da Playa Blanca a Femés

Alla fine dello scorso episodio arrivavamo a Playa Blanca, una città super antropizzata, lontana dall’immagine ruvida e autentica che ci siamo fatti di Lanzarote. Un tripudio di palazzoni, alberghi e resort di super lusso che, volenti o nolenti, va attraversato. La buona notizia è che serve solo come punto di passaggio: il vero obiettivo è allontanarsene il prima possibile.

Lasciata la città alle spalle, raggiungiamo la zona delle spiagge più belle di Playa Blanca – se non le conosci, ti consiglio di recuperare lo scorso episodio – ed è proprio da qui che inizia uno dei tratti più spettacolari di tutta l’isola. Un segmento che ho voluto includere anche nell’articolo dedicato alle cinque migliori strade gravel di Lanzarote.

Entriamo nel Monumento Natural de Los Ajaches, uno dei massicci vulcanici più antichi dell’isola, un territorio aspro e primordiale che nulla ha a che vedere con le colate laviche più giovani del nord. Qui il paesaggio cambia radicalmente: colline scavate dall’erosione, piste sterrate che si insinuano tra rocce e oceano, silenzio assoluto interrotto solo dal vento.

L’area è stata dichiarata Monumento Natural nel 1994 ed è protetta per il suo valore paesaggistico, scientifico e naturalistico. È uno spazio importante anche per la conservazione della flora e fauna adattate agli ambienti aridi, comprese diverse specie di uccelli e rettili, e fa parte della riserva della biosfera dell’isola.

Il tratto gravel inizia in modo piuttosto semplice, quasi ingannevole. Poi, nel giro di pochi minuti, diventa più tecnico e impegnativo, fino a culminare in una salita da affrontare obbligatoriamente a spinta. Subito dopo arriva una discesa molto tecnica, dove è il momento di testare davvero freni, assetto e nervi saldi. È uno di quei passaggi che non si dimenticano facilmente.

Terminata la discesa, si sbuca su un tratto di strada generalmente abbastanza trafficato. Qui hai due opzioni:
scendere dalla bici e spingere in salita verso Femés
– oppure allungare il percorso passando da Las Breñas e Yaiza

Il mio consiglio è uno solo: vai verso Femés, ma assolutamente senza pedalare. Il divieto di accesso alle biciclette è ben segnalato e va rispettato. E la salita al 10% non aiuta.

Quando arrivi a Femés hai la sensazione di essere tornato indietro nel tempo. Un piccolo borgo meraviglioso, fermo, autentico. Qui ti consiglio di fermarti a mangiare nell’unico bar-ristorante del paese: pochi tavoli, un menu essenziale con un paio di piatti, ma assolutamente da provare. Intorno a te, i classici e immancabili vecchietti del posto che ti scrutano incuriositi, come a chiedersi da dove arrivi e cosa ci fai lì, con quella bici impolverata.

Lanzarote Gravel Crossing | Mirador del Rio

Alla scoperta dell’area vitivinicola dell’isola

Fino a questo punto ci siamo già tolti una gran parte del dislivello di questa traccia, ma ora è tempo di andare alla scoperta di un’altra sezione dell’isola fondamentale e profondamente caratteristica.

Da Femés inizia una sequenza di saliscendi molto interessante che culmina a Uga. È proprio qui che entra in scena una delle anime più sorprendenti di Lanzarote: la viticoltura. Da questo punto in poi ti trovi immerso in un paesaggio agricolo unico al mondo, dove le vigne crescono in un ambiente estremo, su lapilli vulcanici neri che trattengono l’umidità in un clima arido e costantemente ventilato.

Le piante sono protette dal vento Atlantico da piccoli zocos, muretti semicircolari di pietra lavica costruiti uno a uno attorno a ogni vite. È un sistema antico e geniale, frutto dell’adattamento umano a un territorio difficile, che ha reso questo paesaggio iconico e oggi parte della Riserva della Biosfera UNESCO.

All’altezza di Uga ti consiglio di deviare a destra, imboccando una salita su sterrato di ghiaia nera nerissima, completamente circondato dalle coltivazioni. Qui è importante non sbagliare strada: il rischio di entrare in aree private è reale e i contadini, giustamente, non la prendono bene.

È proprio in questa zona che io e Alessio, nel 2022, ci siamo fermati a dormire tra le rovine di una casa rurale, circondati dal silenzio e dal vento. Al mattino, una lunga discesa ci ha portati nel cuore della zona delle bodegas, dove la viticoltura diventa esperienza diretta.

Qui si producono alcuni dei vini più caratteristici dell’isola, a partire dalla Malvasía Volcánica, la varietà più coltivata, da cui nascono vini bianchi secchi o semidolci dai profumi intensi e dal marcato carattere minerale. Accanto a lei trovano spazio anche il Listán Negro, utilizzato per rossi e rosati, e altri vitigni autoctoni impiegati in blend o vini dolci.

Molte cantine permettono di visitare la produzione e fermarsi per una degustazione. Alcune sono vere istituzioni storiche, come El Grifo, la cantina più antica delle Canarie, altre come La Geria o Stratvs offrono un’esperienza completa tra vigneti, architettura e panorami spettacolari. Non mancano realtà più piccole e artigianali, come Los Bermejos, La Florida o le boutique vinicole nei pressi di Mácher, perfette per chi cerca produzioni in piccoli lotti.

Fermarsi qui per mangiare qualcosa o per una degustazione non è solo una pausa fisica, ma un modo per comprendere fino in fondo come l’uomo abbia trasformato cenere e lava in un territorio viticolo pregiato. Non a caso, questa zona è anche teatro di eventi come la Lanzarote Wine Run o il Festival del Vino di Uga, dove sport, vino e cultura locale si intrecciano in modo naturale.

Ripartendo, il percorso torna a farsi ruvido. Si pedala su gravel, sabbia nera e ghiaia poco compatta, con tratti che costringono a scendere dalla bici e spingere. Poco alla volta ti immetti sulla Carretera El Centro, dirigendoti verso la zona dei vulcani.

Li hai già attraversati, è vero. Ma questa volta lo scenario cambia ancora: i coni che ti trovi davanti sono più colorati, più vivi, quasi irreali. Ed è qui che Lanzarote, ancora una volta, dimostra di saper sorprendere chi ha voglia di attraversarla lentamente, a pedali.

Lanzarote Gravel Crossing | Questa è calima
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Lanzarote Bikepacking Experience

Tripudio di colori sul Sendero Montaña Colorada e i borghi

Arriviamo ora in una sezione del percorso davvero speciale, una di quelle che ti consiglio di affrontare molto lentamente, con gli occhi ben aperti e il cuore pronto. Qui il paesaggio non è solo sfondo: è protagonista assoluto, capace di regalare emozioni forti e continue.

Ci troviamo immersi tra alcuni dei vulcani più affascinanti dell’isola: Montaña Negra, Montaña Colorada, Montaña Ortiz e Montaña Cardona. È in questo scenario che prende forma uno dei tratti più iconici della traccia, conosciuto come Sendero Montaña Colorada, un susseguirsi di saliscendi divertenti e mai banali, accompagnati da colori unici e indimenticabili.

La Montaña Colorada, in particolare, colpisce subito lo sguardo. Il suo cono vulcanico rosso si staglia in netto contrasto con il mare di lava nera che caratterizza il paesaggio centrale di Lanzarote. Le tonalità che vanno dal rosso vivo all’arancione e al marrone sono il risultato dell’ossidazione del ferro nei materiali piroclastici, un vero manuale di geologia a cielo aperto. È uno dei luoghi che raccontano meglio come il vulcanismo abbia plasmato l’isola.

Sono circa tre chilometri, pianeggianti e scenografici, percorribili in bici in una ventina di minuti. Qui si incontra uno degli elementi più iconici dell’area, la celebre “bomba vulcanica”, un enorme blocco di lava espulso durante un’eruzione e oggi adagiato ai piedi del cono, tra i soggetti più fotografati dell’isola. Il terreno è fatto di pietrisco vulcanico, non c’è ombra e serve acqua, ma l’esperienza ripaga ogni passo.

Il sendero continua a regalare divertimento e paesaggi lunari fino a raggiungere una serie di piccoli borghi che ho scelto di includere nella traccia, e che ho percorso insieme ad Alessio e che oggi attraversiamo anche con i partecipanti del Lanzarote Bikepacking Experience.

Si passa prima da Mancha Blanca, per poi infilarsi su strade secondarie poco trafficate, attraversando zone rurali e silenziose, fino a raggiungere Muñique. Da qui si bypassa Montaña Támara e la vicina area delle cave, per arrivare a uno dei simboli culturali dell’isola: il Monumento al Campesino. La scultura raffigura una figura umana sopra una bestia da soma ed è inserita in un complesso architettonico che merita una passeggiata lenta, per coglierne il significato profondo legato alla storia agricola di Lanzarote.

Il percorso prosegue verso un centro abitato più grande, San Bartolomé, dove vale la pena fermarsi nella vivace piazza centrale. Qui l’architettura tradizionale è protagonista: edifici bianchi, dettagli curati, una vera meraviglia che racconta l’anima dell’isola lontano dalle zone più turistiche.

Nell’ultimo tratto si passa nuovamente dal borgo di Montaña Blanca e dall’omonimo vulcano. La salita è bella tosta, ma la fatica viene ampiamente ripagata da una vista imperdibile sulla costa sud, che ora sei pronto a raggiungere. Ancora un breve tratto di sterrato e si entra nel centro urbano di Tías.

Qui il mio consiglio è uno solo: fermarsi. E farlo alla Casa Museo José Saramago, di cui ti parlo nell’ultimo paragrafo.

Lanzarote Gravel Crossing | Il gruppo apprezza

Il piacere profondo, ineffabile, che è camminare in questi campi deserti e spazzati dal vento, risalire un pendio difficile e guardare dall’alto il paesaggio nero, scorticato, togliersi la camicia per sentire direttamente sulla pelle l’agitarsi furioso dell’aria, e poi capire che non si può fare nient’altro, l’erba secca, rasente al suolo, freme, le nuvole sfiorano per un attimo le cime dei monti e si allontanano verso il mare, e lo spirito entra in una specie di trance, cresce, si dilata, manca poco che scoppi di felicità. Che altro resta, allora, se non piangere?

José Saramago

Il Museo Saramago, l’arrivo

Arrivati nel centro di Tías, come anticipavo, la sosta diventa quasi obbligatoria alla Casa Museo José Saramago, uno dei luoghi più interessanti e carichi di significato dell’isola. Qui il grande scrittore portoghese, Premio Nobel per la Letteratura nel 1998, ha vissuto e lavorato per gli ultimi diciotto anni della sua vita, dopo essersi innamorato profondamente di Lanzarote.

Quella che lui stesso definiva “una casa fatta di libri” è oggi aperta a chiunque voglia entrare in punta di piedi nella sua quotidianità: lo studio, la biblioteca, le stanze personali e il giardino raccontano una vita semplice, riflessiva, profondamente legata a questo territorio. La visita è intima, mai dispersiva, e lascia addosso una sensazione rara: quella di sentirsi ospiti, più che visitatori.

Lasciato questo luogo speciale, si riparte su un tratto gravel in costante discesa, mai eccessiva, che accompagna dolcemente verso la costa. Dopo un breve passaggio sulla LZ-40, si entra sempre in discesa a Puerto del Carmen, dove di fatto si conclude il nostro viaggio a Lanzarote.

Seguendo il lungomare si ripercorrono tratti iconici dell’isola: ampie spiagge, parchi urbani e, inevitabilmente, anche alcuni grandi complessi alberghieri. Raggiunta Playa Honda, la ciclabile conduce senza stress fino all’aeroporto, dove puoi inscatolare la bici e ripartire verso casa con il cuore – e la memoria – pieni di immagini, vento, lava e silenzi di questa isola straordinaria.

Ti auguro di visitarla, in solitaria oppure in compagnia con il viaggio guidato di gruppo Lanzarote Bikepacking Experience.

Setup Bikepacking da Trail e Gravel | A Lanzarote

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